Ciao Paoletto, ti ricordi?
Delle nostre estati al mare, quando ancora la pineta profumava di more e di fragole e la spiaggia era lunghissima e deserta. Quando la mattina ci svegliavamo tutti insieme coi versi della tortora e ci piaceva prendere il latte col nesquik in veranda. E toglievamo i pinoli dalle pigne che erano tantissime e rompevamo i gusci per poterli mangiare. Con quel silenzio riempito solo dalle rondini o dal rumore in lontananza dell’unica auto che attraversava il lungomare e la si poteva udire solo perche’ calpestava i tombini sulla strada. Quando il nonno ci accompagnava dopo cena da Gardini a mangiare il gelato. Mi ricordo quando lo zio Checco tornava il venerdi’ era una festa perche’ i grandi organizzavano la braciolata; e quanto ti piaceva osservare il tuo babbo mentre accendeva il fuoco, e allora gli portavi la carbonella o i rami che raccoglievamo vicino all’orto dei nonni. Mi ricordo quanti bagni facevi e ti rompeva aspettare se avevi appena mangiato; perche’ poi era bello fare il bagno la mattina quando il mare era piatto e col garbino l’acqua era trasparentissima. E le mamme ci guardavano perche’ non ci allontanassimo. Ti ricordi Paoletto? Ti ricordi i sabati d’inverno a casa dei nonni? E le vigilie di Natale dalla zia Angela, tutti insieme. E quando il nonno Vittorio ci portava al cinema per il tuo compleanno; i film con bud spencer e terence hill.
Io sì, Paolo.
Io mi ricordo.
E spero di non dimenticarmi mai di te; spero che resterai sempre qui con me, nel mio cuore e nei miei sogni piu’ belli.
Antonio